A.T.O.M.I.

Cerca

Vai ai contenuti

A.T.O.M.I. news n° 19



Lupino, questo sconosciuto



di
Doriana Paolacci


E' da tanto tempo che non proponiamo articoli nuovi, ci scusiamo con i nostri affezionati lettori, ma abbiamo avuto inconvenienti con il computer, e quindi non si riusciva a comunicare con il sito.

Vogliamo proporvi una nuova idea su come alimentarsi in modo giusto e soprattutto corretto dal punto di vista della nostra salute.
Abbiamo sperimentato con un buon successo una pianta commestibile che fa parte del nostro antico mangiare, e stiamo parlando del
LUPINO. Vi chiederete cosa sia, e molti di voi che già la conoscono come possa essere usata in cucina e nell'alimentazione.
Prima una piccola parentesi erboristica e fitoterapica, per comprenderne a pieno le proprietà e le caratteristiche.
Lupinus angustifolius, il nome botanico è Lupinus albus, appartiene alla famiglia delle Papilonacee, è originario dell'Europa mediterranea e del Medio Oriente. Pianta ornamentale cresce spontanea o coltivata. Fa parte delle leguminose, produce dei bellissimi fiori bianchi o azzurri, i sui semi venivano usati come foraggio per gli animali e come fertilizzante del terreno. In giardino può essere coltivata per il suo elegante fusto e per i suo coloratissimi fiori, possiede anche un'anima ornamentale.
Il nome di "lupino" sembra derivare dal greco "lype", che vuol dire modesto, nella mitologia viene descritto da Virgilio che lo definì seme "triste" proprio per il suo sapore amaro. Ritroviamo ancora sue notizie negli scritti antichi di Columella e Plinio i quali parlavano di questa pianta per il suo strano modo di comportarsi sembra infatti che le foglie possiedano la proprietà di seguire il sole nel suo tragitto.

Nell'
alimentazione umana, vengono usati i semi che possono essere tostati e usati come il caffè. L'utilizzo del lupino come alimento e come rimedio officinale è stato trascurato per molto tempo, solo negli ultimi anni è divenuto oggetto di ricerche finanziate dalle autorità sanitarie europee.
La parte utilizzata sia per scopi alimentari che officinali sono i semi, prima di essere ingeriti debbono essere tostati o ben lavati con acqua fredda e poi cotti in modo da eliminare la sostanza amara. Dai semi si può ottenere un estratto fluido, utilizzare i semi interi tostati e macinati, od avere delle farine.

Il Lupino contiene un elevata quantità di proteine maggiore della soia, ed un bassissimo contenuto di grassi, i semi possono essere impiegati nei casi di crescita e nella stanchezza o debolezza muscolare, per la grande quantità di proteine che apportano, maggiore se non simili a quella della carne rossa o della soia ed alle uova. Ma come in tutte le piante al bene si frappone il male, il lupino porta con se una buona quantità di sostanza tossica, la lupininae e la più pericolosa lupaina. Sono degli alcaloidi che danno il sapore amaro ai semi e che se ingeriti possono dare delle reazioni allergiche importanti portando nei casi più gravi a morte. Oltre agli alcaloidi contengono resine, una buona quantità di vitamina C, oli, vanilina, lectina e albumina oltre a numerose sostanze che possiedono il potere di abbassare la glicemia ed il colesterolo. Inoltre nell'alimentazione è benefico perché possiede caratteristiche proteiche importanti senza apporto di glutine.

Anticamente le qualità della pianta erano molto conosciute dal popolo che usava in modo semplice le proprietà del lupino. Sembra infatti che abbia
qualità anti parassitarie, capace di eliminare i vermi contenuti nell'intestino umano.
Anche la fitoterapia ha dimenticato questa meravigliosa pianta a cui si riconoscono virtù quasi miracolose, vogliamo ricordarne alcune:
contro la crosta lattea e gli eczemi, si usa il decotto (30gr di semi in un litro di acqua), nelle dermatiti si applica la farina di lupino stemperata e cotta nell'aceto e se ne fanno dei cataplasmi; nella ritenzione idrica si è visto che il decotto è molto diuretico, può essere usato anche come antiparassitario cutaneo, per i pidocchi si usa la farina che viene messa sui capelli e lasciata per un'ora.

Il lupino può essere
utilizzato da persone celiache, in quanto è gluten-free, quindi senza glutine.
I ricercatori dell'Unità di Metabolismo-nutrizione del San Raffaele di Milano hanno scoperto gli
effetti "insulinemici" della proteina vegetale la glicoproteina conglutina-gamma, presente in maniera importante nei semi di lupino,

Quello però che ci ha incuriosito è stata la
sua proprietà ipoglicemica e ipocolesterolemica, il contenuto elevatissimo di proteine e la mancanza di grassi, la sua versatilità e la possibilità di essere usato anche da quelle persone intolleranti alle farine.
Si fa tanto parlare negli ultimi tempi di
diete proteiche capaci di diminuire la quantità di insulina nel sangue, ma non eravamo d'accordo sull'apporto proteico di natura animale, in quanto troppo faticosa per l'eliminazione renale. Non si possono ingurgitare carne o uova o pesce, senza tenere conto delle sostanze azotate che queste poi vanno a produrre e a rilasciare nel nostro organismo, regalandoci tossine e radicali liberi, portando il nostro organismo verso l'acidosi e conseguentemente le malattie degenerative importanti.
I lupini oltre a garantire delle ottime proprietà nutrizionali, presentano un'ottima digeribilità, che non ritroviamo nelle proteine animali, un apporto pari a zero per quanto riguarda il colesterolo, con un buon contenuto di acidi grassi come omega 3 ed omega 6, che il nostro organismo non riesce a costruire.
La versatilità poi del lupino che può essere introdotto nell' alimentazione come semi, molto gradevoli da mangiare anche come spezzafame, o farina con la quale si possono fare pane, dolci e gelati, auspicandoci che si arrivi a produrre prodotti tipo lo yogurt o il latte, come alternativa per gli individui allergici o intolleranti al latte vaccino, usando così il lupino al posto della soia e del riso.

La formazione medica di Marco come Diabetologo per diversi anni presso L'Università Cattolica A. Gemelli di Roma, ha scatenato la voglia di andare a curiosare nei meandri nascosti del lupino; ricordava un episodio accaduto proprio in quegli anni presso l'Unità di Diabetologia, c'era un signore diabetico che arrivava alla sua visita sempre in modo perfetto, la sua glicemia rientrava nella normalità, anche se i parametri di lunga durata andavano malissimo. Chiedendo al paziente come fosse possibile questo, un giorno si è sentito rispondere che la sera prima, beveva l'acqua di ammollo dei lupini.
In effetti
i lupini, e la loro acqua, contengono una sostanza la" biguanide", che è un elemento fondamentale per il controllo dell'insulina. Le biguanidi sono sostanze come la metformina, che agiscono sul metabolismo glucidico abbassando il livello degli zuccheri nel sangue, trasportando il glucosio nei muscoli dove viene usato come substrato per l' attività fisica, contribuendo cosi al mantenimento della giusta glicemia ed evitando lo stress pancreatico.

L'incremento del livello insulinemico è alla base anche dell'aumento ponderale
, con conseguente crescita delle cellule adipose, in parole povere il nostro ingrassare dipende da quanta produzione d'insulina avviene nel nostro organismo. L 'alimentazione corretta ed una giusta attività fisica sono alla base del nostro giusto peso, ma a volte intervengono delle situazioni stressogene che portano la produzione di insulina a livelli patologici.

Ci siamo posti il problema della grande informazione che viene data non sempre corretta di come si debba mangiare, pensiamo che poche persone riescano a comprendere quali alimenti siano importanti per mantenere un migliore stato di salute.
Si deve tornare al tempo dei nostri genitori, quando in un pasto era facile avere a disposizione molti nutrienti derivanti da diversi tipi di cibo, adesso spesso il nostro mangiare si riduce all'assunzione di carboidrati semplici e raffinati.
Per tornare al peso corretto bisogna mangiare in modo nuovo, diverso da quello fatto fino ad ora, ricreare la giusta armonia alimentare senza rinnegare la carne o gli zuccheri e meno che mai i grassi.
Il nostro stato di salute dipende da sottili equilibri, ogni alterazione ci allontana dalla salute, creando un terreno adatto a numerose malattie.








Torna ai contenuti | Torna al menu